Chi sono

14894462_10209725657691022_756439202_o

Il mio nome è Ilaria Neve.
“Neige”, che altro non è che la traduzione in francese di Neve, è il “nomignolo artistico” che tanti anni fa creò per me mio padre. Non che ci credesse veramente nei miei progetti, ma in fondo un po’ creativo lo era anche lui.

Ho creato Neige di pancia e cuore. Era dentro di me sin da bambina, quando vestivo le mie sorelle di carta crespa a colpi di pinzatrice; quando dipingevo con la candeggina le mie magliette usurate; quando finivo di distruggere i miei jeans più vecchi per poterci applicare una toppa colorata a contrasto.

Da allora sono passate infinite storie di creatività ed arte, in ogni sua forma e, nonostante non sia riuscita a conseguire alcun titolo, ho custodito quell’arte nella mia anima come un piccolo fuoco, consapevole che, prima o poi, sarebbe divampato.

Ho imparato a cucire con la nascita della mia prima figlia, ho imparato perché sentivo il viscerale bisogno di avvolgerla con qualcosa che parlasse di me. Da allora è stato, inevitabilmente, profondo amore. Poi i figli sono diventati due, e le trapunte, tantissime.
Ho iniziato a cucire per tanti bambini e con il tempo ho iniziato ad avvertire il bisogno di raccontar loro qualcosa. Non volevo solo cucire, volevo raccontare loro l’incredibilità della vita.

Ho iniziato ad arrovellarmi per capire come fondere la mia passione per l’arte, per i bambini, per i racconti tutto in loro funzione.

La risposa è arrivata proprio da mia figlia, in una sera d’inverno: “Mamma, mi racconti la storia della mia trapuntina?”

Ed è stata proprio la mia famiglia a spingermi fin dove non avevo mai osato spingermi: credere in me, nelle mie idee e nei miei progetti. Farlo contro tutto e tutti. Ricostruirmi. Cominciare a credere che un mondo diverso era possibile.

Ho lasciato il mio posto fisso da dipendente full time nella GDO. Ho abbandonato tredicesima e quattordicesima e tutte le certezze che avevo costruito per ben 22 anni come impiegata. Ho rimesso tutto sul tavolo della mia vita. Ho fatto qualche passo indietro… e mi sono lanciata.

Come se fossi nata nuovamente. O, forse, per la prima volta.

Ilaria